2 c 2: il “bello” dei giochi di collaborazione
Ognuno possiede un suo “potenziale di azione” che deve mettere in campo quando gioca con un altro. Se durante gli allenamenti sono stati creati i presupposti per giocare con un altro, i giocatori sono disposti a collaborare.
Ogni giocatore deve possedere un “alfabeto di gesti e di movimenti” molto ampio, da mettere in atto quando gioca, deve essere creativo e fantasioso, pur rispettando i campi recettivi: vedere dove si trova il compagno, se è libero o “marcato”, in che parte del campo si trova, che tipo di difesa è attuata dalla squadra avversaria, se è “destro” o “mancino”, chi è in possesso di palla, che cosa deve fare chi non è in possesso di palla, etc.
Durante gli allenamenti bisogna allenare il cervello non solo i muscoli!
Si deve allenarlo a prendere delle decisioni in tempi brevissimi e nei giochi a due le decisioni devono “baciarsi”, solo così si potranno innamorare!
I campi recettivi non sono una caratteristica esclusiva delle cellule degli organi sensoriali, bensì sono trasmessi anche al cervello: il contatto sulla palla (recettori tattili), il contatto con l’altro, la retina dell’occhio (recettori visivi: vedere dove si trova il compagno), la percezione dello spazio (recettori spaziali), il tempo a disposizione per concludere l’azione (recettori visivi: guardare quanto tempo abbiamo). Tutto questo permette ai giocatori in attacco di mettere in atto una strategia (relativamente al comportamento dei difensori), che deve essere “risolta in breve tempo” e modificata se è necessario (es. iniziare un “dai e vai”, non si può, iniziare un “dai e segui” e così di seguito,…..continuità dell’azione).
Quando parte il codice di azione in attacco (chiamare un gioco: “segnale visivo” o “uditivo”), inizia lo stratagemma del cervello, che mette in atto tutto il suo potenziale elettrico e fornisce ai due giocatori in attacco e ai due giocatori in difesa innumerevoli possibilità di comportamento.
Non mi piacciano i giocatori “soldatini” che ubbidiscono all’Istruttore, mi piacciono i giocatori creativi, fantasiosi, eclettici e se sbagliano qualche passaggio (es. dietro schiena), non puniamoli ma applaudiamoli, significa che hanno enormi potenzialità creative.
Nei giochi a 2 i due giocatori in attacco iniziano a parlare tra di loro (metaforicamente) e devono il più velocemente confezionare un pensiero da mettere in atto motoriamente: lasciamoli costruire delle frasi con un senso (gioco a 2), educhiamo la loro fantasia, la loro acutezza, la loro sensibilità.
Il basket è 1 c 1 con la palla e 1 c 1 senza palla e quando mettiamo assieme le due situazioni creiamo le collaborazioni (dai e vai, dai e segui, dai e blocca). —————————————
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